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Il grande inverno del 2005 parte 2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Alexander Brucolini   
Lunedì 08 Dicembre 2008 08:48

Ci eravamo dunque lasciati con una situazione critica per l'Appennino Umbro-Marchigiano: l'alta pressione, sbilanciata verso Nord in pieno Atlantico, continua a bloccare le miti e umide correnti atlantiche ed a convogliare verso le nostre regioni adriatiche masse d'aria ora artiche, ora continentali. La neve imperversa in collina e montagna, il freddo attanaglia l'Umbria e l'Italia tutta.

 

L'inizio di Febbraio porta però una novità: l'alta pressione, prima in aperto Oceano, ruota e si corica sui paralleli, andandosi a saldare nuovamente col collega scandinavo (ponte di Woejkoff): stavolta il suo asse è però decisamente più meridionale del precedente, sicchè la pressione sull'Italia è in deciso aumento e il sole splende deciso su tutte le nostre regioni, eccezion fatta per quelle estreme meridionali. Solo il tempo di un'ultima spolverata di neve sul Trasimeno, questo il 2 Febbraio.


 

Aria molto fredda di origine siberiana continua però ad affluire inevitabilmente sull'Italia, accompagnata stavolta però dall'alta pressione. L'isoterma -10° ad 850hpa approda sulle coste adriatiche. Il risultato non può essere che uno: inversioni termiche e grandi gelate nei fondovalle.
Sono i giorni del gelo, Foligno città registrerà minime negative per 11 giorni consecutivi, arrivando a toccare i -7.3° all'alba del 6 Febbraio 2005, Norcia arriva a -12°, il Pian Grande di Castelluccio sfiorerà i -28°.
Sono i giorni da passare sulla neve appena caduta, gli sciatori si riversano in massa sull'Appennino, l'innevamento di Frontignano, Forca Canapine, Bolognola è da record e non si ricorda da anni una stagione così proficua per il turismo invernale nostrano.
Intanto viene battuto un nuovo record: la permanenza del manto nevoso al suolo a quote collinari: se il precedente record del 1985 si attestava sui 18 giorni consecutivi, stavolta si oltrepasseranno i 20, e non finisce qui. Perchè Febbraio, oltre al grande freddo, ha in serbo nuove sorprese, ovviamente bianche.

 

 (La piana di Gualdo all'alba dell'11 Febbraio)
  
Arriviamo così a girare la prima decade mensile, con ancora ben saldo il ponte anticiclonico tra alta pressione europea e scandinava. Ma durerà poco.
Una profonda oscillazione del Vortice Polare, infatti, riesce a rompere il braccio di ferro tra i due anticicloni: e lo fa proprio nel mezzo, con una profonda saccatura che dalla Lapponia scende giù giù verso l'Italia e la Libia. E' il giorno di San Valentino, e gli innamorati vedranno nuovamente cadere la neve. Stavolta inizialmente al Nord, tutta la pianura Padana viene imbiancata, e l'Appennino settentrionale fa il pieno: Cimone e Abetone sfiorano i 3 metri. La neve cade a Milano, Bologna, Parma e in tutta la pedemontana emiliana. Al centro invece la quota neve è inizialmente superiore ai 700m, a causa di un provvisorio richiamo più mite da SW. Ma è questione di ore.
L'alta pressione europea si ritira nuovamente in aperto Atlantico, quella Scandinava torna sui suoi passi, e un minimo di pressione foriero di pioggia e neve si piazza proprio sulle nostre regioni centro-settentrionali. L'aria fredda entra impetuosa dal Rodano ed è di nuovo grande neve.

Perugia si sveglia imbiancata all'alba del 15 Febbraio, Spoleto viene sferzata da bufere di neve, anche Foligno e Terni vedono cadere qualche fiocco in mezzo ad una pioggia battente. Per l'Appennino, invece, è di nuovo emergenza. A Gualdo Tadino cadono 20cm di neve, Colfiorito avvicina i 40cm.

 (Nocera Umbra sotto la nevicata)

L'anticiclone sull'Oceano convoglia masse fredde di estrazione artica sull'Italia, e quello Russo è ben attento a non farle traslare verso est: tutto il sistema depressionario può così accanirsi sul Bel Paese, regalando neve a più riprese su tutte le nostre città di bassa collina; Perugia, Assisi, Spoleto, Città di Castello, Todi, Città della Pieve vivono uno dei mesi di Febbraio più nevosi della loro storia, la neve cade praticamente tutti i giorni.  Isoterme non molto fredde ad 850hpa (l'aria è artica e non continentale) ma in compenso la colonna d'aria si presenta molto fredda ed instabile in quota, con valori di circa -30/-35° a 500hpa. I temporali nevosi sono quindi all'ordine del giorno. Uno in particolare colpisce Foligno nella tarda serata del 15 Febbraio, la pioggia battente si tramuta in neve e una fitta precipitazione bianca interessa la città per una mezz'ora, senza lasciare tracce tangibili, ma solo tanta meraviglia. A Colfiorito la palude, coperta da uno spesso strato di ghiaccio, è di nuovo sotto la fitta nevicata.

 

 

 



 (La Palude di Colfiorito, completamente ghiacciata, sotto la bufera a San Valentino)

 

Una breve pausa anticiclonica ci introduce nell'ultima decade di Febbraio. Il gelo non molla la presa, la mattina del 19 Febbraio Città di Castello scende a -6.5°, Foligno a -5.5°, Perugia a -5°, Spoleto a -4.5°, Norcia a -10°.



Il Generale Inverno non intende abdicare, e aiutato ancora dal potente blocking atlantico operato dall'alta pressione, è pronto anzi a dare il meglio di sé, regalandoci ancora due settimane di puro inverno d'altri tempi.