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Il burjan del 1996 PDF Stampa E-mail
Scritto da Alexander Brucolini   
Mercoledì 09 Luglio 2008 01:00

Nei giorni a cavallo fra il Natale ed il Capodanno del 1996, l’Italia vive una delle più gravi situazioni di maltempo dell’ultimo secolo.  Il Burjan, il vento della steppa, invade la penisola, causando nevicate abbondantissime e mettendo in ginocchio l’intero paese.  Fra le regioni più colpite vi è proprio l’Umbria, fra le zone più colpite proprio la montagna folignate.

 

Grazie allo straordinario archivio storico delle mappe meteorologiche, messo a disposizione dal sito tedesco http://www.wetterzentrale.de/ possiamo ricostruire la dinamica di quell’evento eccezionale, significativo soprattutto per i quantitativi di neve caduta, anche in pianura. Giorno per giorno, grazie alla efficace cronaca meteorologica di http://www.3bmeteo.com/ ed ai servizi dei quotidiani locali di allora.


GIORNO 25
 “ L'abbassamento di latitudine dell'anticiclone freddo favorisce lo spostamento verso sud-est della depressione che nei giorni precedenti era ferma sulla Spagna, portando un'accentuazione del maltempo al centro-sud, prima sul Tirreno, poi sull'adriatico. Le temperature, seppur lievemente, cominciano a scendere anche sull'Italia, con la neve che imbianca l'Appennino settentrionale fino a 1000m. “ 
 

Burjan 1996 (26 dicembre)

GIORNO 26 
 “Ma è tra il 26 e il 28 dicembre che l'alta pressione russa prende vigore, conquistando tutta l'Europa, con valori pressori prossimi ai 1045hp. L'aria fredda invade tutto il vecchio continente, a partire dalle nazioni orientali. I termometri anche sull'Italia scendono bruscamente ad iniziare dal Triveneto dal pomeriggio del 26 dicembre”.

Sul nostro Appennino iniziano le bufere. A Foligno città nevica per 12 ore consecutive. A Colfiorito si transita con le catene. Nel pomeriggio la città è già in tilt. Davvero triste la vicenda del cittadino che vede la cerimonia funebre della madre disertata dal muratore, ed è costretto a chiudere il loculo da solo. Molto più goliardico lo stato d’animo dell’ignoto buontempone che durante la notte erige un monumentale fallo di ghiaccio davanti al Palazzo Comunale.


Burjan 1996 (27 dicembre)GIORNO 27
“Il 27 dicembre tre quarti dell'Italia è sotto zero, ma mentre al nord i cieli sono sereni e tersi, sul medio adriatico e al sud la neve scende copiosa fin sulle coste, con qualche breve apparizione anche sul versante tirrenico (…) la caratteristica dell'aria fredda continentale siberiana è proprio quella di essere particolarmente fredda negli strati medio-bassi, provenendo da zone pianeggianti in cui il freddo si accumula giorno dopo giorno proprio in pianura, a causa della compressione dell'aria esercitata dalla pressione eccezionalmente elevata.”
La neve scende copiosa in montagna, soprattutto a Nocera e Valtopina (1 metro). Il Valico di Colfiorito chiude. A Foligno città il traffico è ormai paralizzato, nonostante l’enorme sforzo di tutte le istituzioni. Lastroni di ghiaccio si staccano dai tetti.

 


Burjan 1996 (28 dicembre)GIORNO 28
“Tra il 28 e il 29 dicembre l'ondata di freddo raggiunge la sua massima intensità, con valori di temperature di -13° a 850hp sull'estremo nordest, ma con un'isoterma di -9° che sfiora anche il Lazio. Contemporaneamente sull'Europa occidentale si comincia a formare una nuova saccatura atlantica, che nei giorni successivi avanzerà verso l'Italia.”
Alle 4,30 del mattino un bambino si affaccia dai vetri della finestra, stupito dallo straordinario spettacolo bianco infila le scale ed esce tranquillamente in strada, smarrendosi. Poche ore dopo sarà riconsegnato dalla Polizia ai genitori ormai terrorizzati. Sui quotidiani locali c’è chi scrive, polemizzando con l’Amministrazione Comunale per i ritardi nel fronteggiare la situazione: “I cittadini di Foligno devono solo augurarsi di non dover mai fare i conti con emergenze più gravi”. Dopo 9 mesi esatti… il terremoto. La storia giudicherà se davvero quell’Amministrazione non era in grado di fronteggiare emergenze di protezione civile.  


Burjan 1996 (29 dicembre)GIORNO 29
“Tra il 29 e il 31 dicembre la saccatura sulla Spagna avanza verso l'Italia, preceduta da correnti temperate e umide mediterranee che scorrendo sul cuscinetto di aria fredda preesistente determinano la genesi di un fronte caldo, apportatore di nevicate su tutte le pianure del nord e in una prima fase anche sulla Toscana. Ma sarà con l'arrivo del fronte freddo del 31 dicembre che la pianura padana si ritroverà sotto 30/40cm di manto bianco al risveglio dell'anno nuovo. Una notte che molti di voi si ricorderanno certamente. Al centro-sud invece l'aria calda ha ormai scalzato quella fredda e la precipitazioni, anche sotto forma di rovescio o temporale, risultano piovose fino a quote medie. “
E’ il giorno della grande neve. Un manto bianco spesso fra i 30 centimetri e i due metri avvolge l’intera regione. L’Autosole resta bloccata fra Orvieto e Orte. La montagna folignate è in buona parte isolata.

 


Burjan 1996 (30 dicembre)GIORNO 30  
Dopo la neve, il ghiaccio. Gela il Trasimeno. Deraglia una motrice sulla linea ferroviaria Roma-Ancona all’altezza di Gualdo Tadino. Vengono liberate dalla neve Roccafranca e Ali, nella zona dell’Alto Verchianese. A Gaglioli, sulle colline di Bevagna, un gruppo di militari riesce, dopo incredibili avventure, a portare in ospedale una partoriente.

 

 

 

 
Burjan 1996 (31 dicembre)GIORNO 31
L’episodio è ormai alla fine. Da ovest avanzano correnti più temperate. Nella notte di San Silvestro due ore di scirocco smantellano completamente il manto nevoso. Le polemiche sono già dietro alle spalle: rimangono solo ricordi, storie da raccontare davanti al fuoco.  In fondo, quel bambino uscito in strada a passeggiare in mezzo alla neve rappresenta lo stato d’animo di tutti noi: quella sensazione di meraviglia e di silenzio che soltanto la magica regina dell’inverno può regalarci.