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Novembre PDF Stampa E-mail
Scritto da Alexander Brucolini   
Giovedì 01 Novembre 2007 01:00

“Ma secco è il pruno, e le stecchite piante/ di nere trame segnano il sereno (…) E’ l’estate, fredda, dei morti”.

E’ ben triste il Novembre romagnolo e padano  di Giovanni Pascoli.
Quello della Valle Umbra è fatto di ben altra pasta. Le piogge rendono i pascoli montani verdi come in maggio, gli orti sono tutti un rigoglio di finocchi, cavoli, insalate, ed anche di pomodori e peperoni tardivi.  Sì, è vero: abbiamo le prime nebbie; da metà mese in avanti, anche le prime gelate e le prime nevicate sui monti. Ma non siamo in inverno: le massime sono quasi sempre oltre i 15 gradi, si esce di casa con un maglioncino, una giacca a vento leggera e via. Basti pensare che in questo mese buona  parte della popolazione, fra cui moltissimi anziani, è impegnata in una delle più faticose  attività all’aperto della vita contadina: la raccolta delle olive.
Il turista che scelga proprio questo mese per visitare la nostra terra, magari spinto dalla voglia di assaggiare “l’olio nuovo”, sappia che, nei suoi giri fra un molino e l’altro,  farà comunque bene a portarsi un ombrello: novembre è notoriamente uno dei mesi più piovosi dell’anno, anzi, storicamente (1954-70) il più piovoso di tutti.

Negli ultimi 8 anni a Foligno ha piovuto quattro giorni su dieci. In questo periodo dell’anno l’Italia centrale tirrenica è in effetti sotto il tiro delle perturbazioni fredde pilotate dal vortice semipermanente d’Islanda.
Le fasi meteorologiche del mese sono piuttosto regolari e ben scandite.
I primi giorni sono miti, con massime oltre 18 gradi e minime sopra i 10.
Primo calo termico intorno al 6 del mese, con un calo di 4 gradi nelle massime e 2 nelle minime: entrano robuste perturbazioni, con quantitativi quasi sempre superiori ai 25 mm giornalieri nella fase di più acuto maltempo. Al seguito delle perturbazioni, abbiamo spesso, ma assolutamente non sempre,  la prima gelata dell’anno.
Condizioni che permangono fino a verso il 10, quando ha inizio una temporanea ripresa delle temperature e dell’anticiclone delle Azzorre: è la celebre Estate di San Martino. Si conosce qualcosa di più dei brevi tepori descritti nei nostri sussidiari delle elementari: i 23 gradi di massima del 17 novembre 2000 ed i 17,3 di minima del 15 novembre 2002 ci sembrano più gli ultimi fuochi dell’estate…

Le precipitazioni sono scarse e deboli almeno fino al 15-16, quando inizia una nuova e più seria fase perturbata. Ormai l’inverno è veramente alle porte: il nodo freddo del 17-24 novembre è il periodo più piovoso dell’intero anno, la neve fa quasi sempre la sua apparizione, e talvolta anche a quote piuttosto basse. Il 24 novembre del 2001, intorno alle 19, un breve rovescio nevoso imbiancò i tetti e le strade di Foligno città. Il 20 novembre, negli ultimi 8 anni, ha avuto temperature medie degne della seconda decade di gennaio, sui 10 gradi di massima.   Intorno al 25 i termometri tornano a salire, con massime sui 13 e minime sui 6 gradi. Poi, però, l’inverno fa valere definitivamente le sue ragioni, e si scivola lentamente verso il vero freddo di dicembre.
Dati riassuntivi: la media delle massime è di 14,7 gradi, quella delle minime di 6,6; cadono in media circa 93 millimetri di pioggia, con episodi nevosi in pianura del tutto sporadici.
Ovviamente, nel passato novembre ha fatto notizia soprattutto per le piogge. I soliti annali di Perugia Porta Sole ci segnalano il 1813 (239 mm.), il 1851 (238 mm.), il 1893 (371 mm.), il 1905 (306 mm.), il 1962 (265 mm.), il 1980 (244 mm.). Davvero pochi i casi di siccità: il 1981 (2 mm.), 1924 (0,9 mm.), il 1953 (11,3 mm.).
Nel complesso, quindi, novembre ci appare come un mese ancora gradevole, anche se assai meno di ottobre. Assolutamente fondamentale, invece, il suo contributo in termini di piogge. Insomma: un amico severo, un po’ triste, grigio ed abitudinario, ma molto affidabile, di cui non potremmo mai fare a meno.