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"Febbrarittu da lu curtu culu è-ppiù-bbruttu de gnisciunu ma s'arivène, è-ppiù-ddorge de lo mèle". Permetteteci una considerazione del tutto personale: per chi scrive queste note, febbraio è effettivamente il mese climaticamente meno piacevole di tutti. Come recita il proverbio. Gli amanti del caldo umido, delle piogge tiepide, della natura verde e festante non possono che odiare questi ventotto giorni di tramontana, gelate, cieli bassi e grigi, aria secca e sferzante. Oltretutto, in questi ultimi anni, la piovosità del periodo è anche di molto diminuita, passando dai 70 mm. del periodo 1954-70 a poco più di 48: il cambiamento climatico più rilevante registrato su base mensile in quest'ultimo decennio.
La temperatura massima media a Foligno città è di 8,9° per la prima, 10,6° per la seconda, 12,6° per la terza decade del mese. La minima è rispettivamente di 1,8 2,7 e 3,8 gradi. La ventosità , superiore a quella di gennaio, rende tuttavia il freddo più intenso di quanto dicano i numeri. Mediamente, sempre a Foligno città , nevica una volta all'anno. Nella prima decade del mese, si determina una configurazione barica da permettere il passaggio di sistemi nuvolosi atlantici, che portano precipitazioni. Irruzioni di aria fredda, anche intense, sono presenti generalmente durante la parte centrale del mese: vengono dal Nord Europa o dai Balcani e interessano soprattutto l'Appennino, con nevicate. Protagonista della terza decade è l'alta pressione, con il ritorno delle nebbie in Valle Umbra. Figura meteorologica tipica di febbraio è il "fronte discendente attivo". Si tratta di una massa d'aria fredda, proveniente da Nord, che scavalca la catena alpina e scorre velocemente sull'Adriatico, senza creare depressioni; anziché scalzare l'aria calda sottostante, si limita a sovrascorrervi. Può dar luogo a brevi rovesci nevosi o di grandine lungo il crinale appenninico, ma di solito i suoi effetti più macroscopici consistono nella diminuzione della temperatura e dell'umidità dell'aria. Disponiamo dei dati storici del periodo 1811 - 1980 per la stazione di Perugia. Spicca l'anno 1947, con 211 millimetri di pioggia. Il 1946 fu invece il più secco, con soli 0,6 millimetri. Nella memoria di tutti resterà però il 1956: a Foligno fu registrata la minima più bassa del secolo, con -16,0 gradi, il giorno 16. Concludiamo questo breve ritratto con la variante folignate di un proverbio altrimenti noto un pò in tutta l'Italia Centrale:
La Madonna Cannellora, si-cce nengue si-cce pioe, dell'inverno semo fora; si-cce da lu sulicillu quaranta jorni d'invernicillu; o lu faccia o no lu faccia ce starà lo friddo fino a Pasqua.
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