| Aprile |
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| Scritto da Alexander Brucolini |
| Domenica 01 Aprile 2007 01:00 |
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“D’Aprile canta lu cuccu: la matina pioe e la sera è sciucco†“D’Aprile, ‘n gocciu al dine†Se-ppioe li quattro aprilanti: quaranta dì-dduranti†E infine, trionfalmente: “D’Aprile: ‘gni goccia ‘n barile†I proverbi popolari colgono dunque l’essenza di questo mese: la sua piovosità , del resto accentuatasi nell’ultimo decennio rispetto ai dati del 1954-70. Aprile è, se possibile, ancor più vario, pazzo, imprevedibile e mutevole di Marzo. Chiamato da alcuni “mese rubato dall’inverno alla primaveraâ€, può regalare a volte sprazzi di vera estate, ma anche bruschi, improvvisi e drammatici ritorni di freddo; molto pericolosi per l’agricoltura. Non bisogna andare molto a ritroso nel tempo: nel 2003 la minima del giorno 8 è stata di –5,6 gradi. Allo stesso tempo, Aprile può regalarci massime notevoli, spesso oltre 25 gradi. Mai come in questo periodo occorre perciò informarsi preventivamente sulle previsioni, anche per adeguare il proprio abbigliamento. Per il turista, si tratta sostanzialmente di un mese benigno. Il freddo, se c’è, dura comunque poco, e generalmente le temperature sono gradevoli. Snoccioliamo i dati: le massime sono di 17,8 gradi nella prima decade, di 18,3 nella seconda (ma negli ultimi 10 anni sono calate di 1,5°) e 19,3 nella terza. Le minime sono di 7,2 gradi nella prima decade, di 7,8 nella seconda, di 8,7 nella terza. Le vicende meteo seguono generalmente il seguente schema: nei primi giorni il tempo è generalmente buono, poi, mediamente fra l’8 ed il 15 del mese, si ha una fase di spiccato maltempo, spesso da nord-ovest, con calo delle temperature. Altre perturbazioni, più miti, si susseguono fino circa al 24-25, dopodiché il tempo migliora, o quantomeno risalgono davvero le temperature. Salvo annate eccezionali, il rischio gelo in pianura cessa proprio intorno alla Festa della Liberazione. Veniamo alle piogge: piuttosto abbondanti e regolari, hanno una media di circa 90 mm negli ultimi 10 anni, grazie ai quali Aprile si colloca in quarta posizione fra i mesi più piovosi dell’anno, il più piovoso fra gennaio e agosto. Molto piovosa è in particolare la seconda decade (ben 50 mm., ossia la decade più piovosa dell’anno in senso assoluto), mentre la terza, con soli 13 mm., è invece una delle più aride. Scarse le variazioni fra un anno e l’altro, anche se il 2006, come forse ricorderete, è stato alquanto siccitoso, con accumuli compresi fra 20 e 30 mm. Questi, badate bene, sono discorsi che valgono solo per la pianura folignate. Sull’Appennino ci troviamo ancora in inverno. A chi scrive è capitato più volte di assistere a nevicate tutt’altro che inconsistenti, sui paesi dell’Altopiano Plestino. Sulle alte cime, poi, l’effetto combinato delle forti precipitazioni e delle temperature ancora basse può causare accumuli molto significativi, e non è strano, né raro, che oltre i 1500 metri il manto nevoso sia più spesso nei giorni di Pasqua che in quelli di Natale. Per neve fresca, ovviamente. Le temperature di Rasiglia, a circa 600 metri, sono di circa 3 gradi più basse che a Foligno città , e le massime non superano, in media, i 15 gradi. Per concludere, la solita spulciatina fra gli archivi storici di Perugia – Porta Sole: l’Aprile del 1881 fece registrare ben 209 millimetri di pioggia, ma quello del 1943 fu aridissimo, con soli 2 millimetri. Asciutti anche gli Aprile del 1971 (29 mm.) e 1977 (27 mm.), come pure quello del 1983 (22 mm.). A Foligno , l’Aprile del 1961 vide cadere quasi 120 mm.
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