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E' il Gran Re del Solleone. Qui il nostro clima esprime tutta la sua profonda natura continentale. La distanza dal mare, la modesta altitudine, la latitudine già piuttosto meridionale, la posizione racchiusa in una conca fra i monti: tutti ingredienti di una miscela esplosiva! Foligno ha spesso fatto compagnia a Firenze ed a Terni nel registrare le più alte temperature estive del Belpaese, battendo con frequenza insospettabile tutte le maggiori città del Sud. Le figure anticicloniche estive, sia africane che oceaniche, dominano la scena per quasi tutto il mese, lasciando il posto, solo verso la fine del mese, ad intrusioni perturbate dagli effetti spesso macroscopici.
Il periodo più caldo è ovviamente quello della prima decade, che è anche la più secca dell’anno. Negli ultimi 10 anni le massime hanno quasi sempre raggiunto valori prossimi o pari a 40 gradi, anche se la media del periodo 1954-70 è di 32 gradi per le massime e 18 per le minime. Il punto più caldo del mese si raggiunge fra il 4 ed il 5, con massime sui 36 e minime sui 22. Quasi sempre, nei primi 4-5 giorni del mese si registra una breve e modesta precipitazione. E’ la nota “Piovuta del Perdonoâ€, nota a tutta la tradizione popolare italiana.  Si dice che sia un dono di S.Francesco, che volle portare un po’ di sollievo alla terra, agli uomini ed agli animali, del grande caldo che li soffocava. Intorno al 15 qualcosa inizia a muoversi: nei giorni fra il 12 ed il 17 del mese si verificano temporali sparsi, generalmente di lieve entità , più o meno collegati a infiltrazioni fredde da est. Si registra anche una lieve flessione delle temperature massime, mentre le minime sono molto più restie a calare, a causa del massiccio surriscaldamento del suolo. La media delle massime è di 31 gradi, sempre sui 18 le minime. Nel periodo 1993-2006, tuttavia, le massime sono rimaste sui 33 gradi, con minime sui 20. Intorno al 20 l’estate vive il suo ultimo momento di gloria: è assai frequente una temporanea ripresa del caldo, anche come risposta africana alle perturbazioni che si avvicinano da ovest. Fra il 20 ed il 27 agosto del 2000 le massime a Foligno non scesero mai sotto i 37 gradi. La vera “rottura del caldo†avviene solitamente intorno al 25 del mese. La media decennale delle massime crolla dai 34,7 del giorno 25 ai 29,0 del giorno 30, ed una analoga diminuzione si ha per le minime. E’ in questi giorni che si concentra la quasi totalità delle precipitazioni del mese: in due anni su tre si hanno episodi temporaleschi piuttosto violenti, in un anno su due superiori ai 20 mm. giornalieri. Si tratta di perturbazioni di provenienza nordoccidentale, le prime a raccogliere la grande energia accumulata dal mare durante l’estate. Qui sta tutta la loro pericolosità . Il ritratto che abbiamo appena tratteggiato non vale per tutti gli anni. Circa 6 volte ogni secolo, secondo il Desplanques, l’estate di Foligno e di tutta l'Umbria cambia completamente volto. Per ragioni che sono ancora da chiarire, ma che probabilmente hanno a che vedere con l’andamento della temperatura superficiale degli oceani, in queste estati anomale l’Anticiclone delle Azzorre se ne resta sull’Atlantico, lasciando campo libero alle depressioni atlantiche. Ecco allora che la debolezza del clima umbro, la lontananza dal mare, diventa improvvisamente un punto di forza: le nostre colline ed i crinali appenninici diventano delle autentiche fabbriche di temporali di calore, nati dalle bolle che si sprigionano dal suolo surriscaldato. Luglio ed agosto possono diventare i mesi più piovosi dell’anno: se persiste una goccia fredda in quota, può piovere anche per 10 pomeriggi di fila. Negli ultimi anni, possiamo porre come esempio di questo schema le estati del 1969, del 1976, del 2002. Le grandi piogge di queste annate anomale e gli acquazzoni di fine mese fanno sì che i dati storici pluviometrici non rispecchino assolutamente la realtà di un mese sostanzialmente ostile. I nostri antenati lo conoscevano bene:  “Agosto, sì lu più-ggalante: sicchi li fossi e taji le pianteâ€.
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