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Editoriale n° 9 PDF Stampa E-mail
Scritto da Luisito Sdei   
Martedì 02 Giugno 2009 09:44

Il tempo ha attraversato una fase di notevoli squilibri, non ci vuol molto a capirlo. Da un'ondata di calore africano che ha fatto registrare valori record per il mese di Maggio (punte di 35°C a Foligno città) siamo passati quasi subitaneamente ad una fase depressionaria e fresca, con massime non superiori a 16°C ed accumuli piovosi piuttosto rilevanti, superiori ai 40 mm in due giorni in Valle Umbra ed addirittura a 50 in Appennino.

E' molto probabile che gli squilibri siano proprio la chiave di lettura di tutta la prossima stagione estiva, meteorologicamente iniziata il 20 Maggio.

La ridottissima attività solare di questo ultimo periodo (la nostra stella sta attraversando un fase di “stanca” quale non si vedeva da decenni) sembra stia provocando una riduzione dell'immissione di energia nell'atmosfera terrestre. Come un elastico che, privo di tensione, si affloscia, il flusso del getto polare si indebolisce, tende ad assumere oscillazioni molto più lente ed ampie. La circolazione assume schemi prevalentemente meridiani (Nord-Sud): chi sta nel cavo dell'onda prende fresco e temporali, chi sta sulla cresta prende  l'alito del dragone africano.

Una situazione che certamente non depone a favore della gradevolezza, ma che, almeno potenzialmente, appare molto diversa dalla riedizione del 2003 frettolosamente sbandierata da alcuni media.

Per fortuna, l'estate del 2003 è stata un evento realmente eccezionale. Non disturbiamo il suo spettro, rievocandolo ad ogni piè sospinto. Per adesso, sembra solo un'estate caratterizzata da marcate oscillazioni caldo-fredde.
Ultimo aggiornamento Martedì 02 Giugno 2009 09:48