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Editoriale n° 7 PDF Stampa E-mail
Scritto da Luisito Sdei   
Venerdì 01 Maggio 2009 07:03
Da almeno due mesi, i redattori di questo sito sono bersagliati da una sola domanda: quando migliorerà il tempo? Quando potremo avere qualche bella giornata di sole? Domande quasi angosciate, che vengono poste con l'ansia e la trepidazione di chi è in attesa ormai da tanto, troppo tempo. E accompagnate da lamentele e considerazioni ogni volta sempre uguali: non ci si capisce più niente, il tempo non è più lo stesso di una volta, etc. etc.
Spiacenti di deludere tanti nostri amici, ma... la primavera è proprio questa. Una stagione fresca e sovente perturbata, la cui mitezza statistica è il classico mezzo pollo risultante da un'astratta media fra grandinate, colpi di vento, improvvise ondate di calore.
E' lo sgradevole scotto da pagare per la lontananza dal mare. Nelle nostre conche, il terreno cede in fretta il calore accumulato di giorno, e le notti sono sempre fredde fino ai primi di maggio.

La media climatologica di Marzo, a Foligno è di mezzo grado inferiore a quella di Novembre. Quella di Aprile è di due gradi inferiore a quella di Ottobre, e di poco superiore a quella di Novembre.

Anzi, rispetto alla normalità degli eventi, non abbiamo sino ad ora visto le gelate tardive che, in un anno su due, penalizzano i raccolti di frutta e verdura. In compenso, la grandine recata dall'irruzione fredda alle medie quote dei giorni scorsi ha duramente colpito le coltivazioni in buona parte dell'Umbria occidentale, mentre il Folignate è stato risparmiato davvero fortunosamente.

Tutto merito dei venti che hanno soffiato in questa fase perturbata,  di prevalente componente settentrionale, tendenti a scavalcare l'Appennino ed a  ricadere appena oltre la nostra Valle Umbra, dove tornano a salire impattando contro i rilievi collinari pre-appenninici. Alle alte quote, invece, la  goccia fredda proveniente dall'Atlantico ha ruotato con il margine meridionale posto proprio su Perugia. E' stato sul capoluogo regionale che si è verificato il punto di contrasto fra masse d'aria calda e masse d'aria fredda; con gli effetti che abbiamo visto martedì scorso.