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Editoriale n° 5 PDF Stampa E-mail
Scritto da Luisito Sdei   
Mercoledì 01 Aprile 2009 07:27

L'inverno 2008-2009 è ormai dietro alle nostre spalle. Dovendo ragionare in termini calcistici, potremmo paragonarlo ad una di quelle partite di Coppa in cui, all'andata, una squadra spreca moltissime occasioni da rete, vincendo però solo 1-0 ed esponendosi così ad un insidioso ritorno. Tali e tante sono state infatti le occasioni piovose, le perturbazioni, entrate sul nostro settore da tutte le direzioni possibili e immaginabili, che risulta davvero sconcertante il dato di fondo di questo inverno: un'altra annata senza consistenti accumuli nevosi dall'alta collina in giù.

 

E' vero, le piogge sono state un poco superiori alle medie del periodo, in questo semestre freddo, e soprattutto molto ben distribuite. Ma è mancato il colpo del KO: la grande nevicata come quella del 2005, che riassestò, non a caso, per un paio d'anni tutti gli acquiferi, permettendo loro di resistere alla fase siccitosa che è seguita.

I dati sulla portata delle sorgenti montane del nostro territorio ne sono la prova. Rasiglia-Alzabove tocca finalmente in questi ultimi giorni il tetto dei 300 l/s di portata: non succedeva dal settembre 2006. Ma non si tratta di un grande dato: siamo appena al di sopra della media decennale (291 l/s). Considerata la natura piovosa delle precipitazioni di questi ultimi giorni e di quelle che verranno, e tenuto conto che il nostro acquifero-bandiera tocca generalmente in questo periodo i massimi della sua portata, dobbiamo trarre purtroppo la conclusione che non siamo attrezzati per far fronte senza disagi ad una nuova fase siccitosa. Abbiamo bisogno di piogge nella norma (almeno) anche nel corso del prossimo semestre caldo.

Ottime notizie vengono invece da Acquabianca. La sorgente esce dal coma in cui era caduta tre anni fa, rialza la testa e si porta a quasi 60 l/s di portata, addirittura superiori al dato medio decennale (46 l/s) ma ben al di sotto dei livelli raggiunti negli autunni-inverni fino al 2005, in cui il massimo era quasi sempre intorno ai 100 l/s. Si tratta comunque di un segnale estremamente confortante, specchio del buono stato del Lago di Colfiorito che alimenta questa sorgente dall'alto.

Simile a quello di Rasiglia è il dato di Bagnara, dove si raggiunge un picco di portata poco inferiore ai 200 l/s, lontanissimo dai livelli massimi degli anni fino al 2005 (oltre 300 l/s). Si è ripetuto lo stesso copione del 2007 e del 2008, e la falda che alimenta gran parte del Perugino si trova nelle stesse precarie condizioni. Dati analoghi presentano gli altri acquiferi appenninici, da Boschetto a Villa Scirca.

Le due semplici conclusioni che si possono trarre da questa breve analisi sono queste: guai a mollare sul fronte della lotta agli sprechi; coltiviamo le speranze per una primavera-estate senza forti  traumi siccitosi. Come già negli ultimi due anni, li affronteremmo senza riserve.

Tutti i dati sono tratti da www.arpaumbria.it

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Aprile 2009 07:31